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Il respiro dell’Emilia-Romagna: alla scoperta dei nostri venti!
Pensate al vento come all’architetto invisibile del nostro territorio. Modella paesaggi, influenza il clima e trasporta vita. Esploriamolo insieme!
Un attimo, prima di descrivere i venti caratteristici in Emilia-Romagna, crediamo sia necessario prima dire cosa sia…il vento, e perchè si determina…Un passo indietro, quindi. Il vento esprime, in estrema sintesi, il moto delle masse d’aria e si crea a causa delle differenze di pressione (tecnicamente si chiama “gradiente di pressione”, a sua volta connesso a differenze di temperatura) tra due masse d’aria adiacenti…In generale il “vento” flusice dall’alta alla bassa pressione, e così sarebbe sempre se la Terra non…ruotasse, e questo di fatto avviene per i moti d’aria che avvengono su scale spaziali molto piccole (qualche decina di chilometri) dove l’effetto della Terra che ruota è modestissimo…. Però, come detto, la Terra ruota attorno al proprio asse, e questo fatto determina la nascita di una forza, cosìdetta…. “apparente” (apparente perchè è dovuta al fatto che i moti dell’aria vengono misurati in un sistema di riferimento appunto…ruotante) che fa si che i venti siano deviati sempre verso destra, rispetto alla direzione del “gradiente di pressione”, in modo che le aree di bassa pressione siano lasciate alla “sinistra” e quelle di alta pressione alla “destra”. Per i moti atmosferici a scala grande (ad esempio quelli tipici in corrispondenza dei cicloni e degli anticicloni extra-tropicali) la forza di Coriolis è molto rilevante, e cresce con la latitudine, e può bilanciare perfettamente quella del gradiente di pressione, deterninando quello che in gergo meteorologico si chiama “equilibrio geostrofico”, da cui deriva il “vento geostrofico”. In definitiva il “vento”, sempre per i moti a scala grande e a causa della forza di Coriolis, finisce per fluire parallelamente alle famose… “isobare” (cioè le linee che uniscono i punti di ugual pressione atmosferica), e questo è per i meterorologi un fatto molto importante perchè permette loro di capire come “tira il vento” in un’area semplicemente guardando una mappa della pressione, e senza misurare i venti! A parte questi importanti…dettagli, i venti possono essere modesti come ad esempio accade nelle brezze di mare o di monte, causate dal contrasti termico mare-terra o piannura/montagna, ma possono anche essere molto più forti, ad esempio negli uragani o nei tornado, che sono vortici di ampiezza di qualche centinaio di chilometri (nel caso degli uragani) o di centinaia dimetri (nel caso dei tornado) dove la differenza di pressione è elevatissima anche su distanze spaziali molto modeste. Nell’area del Mediterraneo i venti hanno dei nomi abbastanza noti e tipici: abbiamo la tramontana, che è un tipico vento da nord, il grecale (da nord-est), il levante da est, lo scirocco da sud-est, l’ostro da sud e il libeccio da sud-ovest, e infine il maestrale da nord-ovest. Poi, in genere, a livello locale sono stati assegnati, a tali venti, dei nomi diversi, che per altro si sono tranmandati da padre in figlio per decenni e decenni.
I venti principali in Emilia-Romagna sono:
Garbino: E’ il vento da sud ovest, o libeccio, che prende questo nome in Emilia-Romagna, noto a tutti i pescatori…(e non solo…)
Bora:
Scirocco:
La rivelazione che ti sorprenderà:
In un anno, i venti trasportano oltre l’Emilia-Romagna una quantità di polveri sahariane sufficiente a coprire un campo da calcio con uno strato di 1 cm!
Importanza del vento:
Agricoltura:
Energia:
Fatti sorprendenti:
Perché è importante studiarlo?
Lo sapevi? L’Università di Bologna sta sviluppando droni per misurare i “corridoi di vento” urbani e migliorare la pianificazione delle città!
