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Fiumi dell’Emilia-Romagna: gestire o no?
La manutenzione fluviale è come curare un giardino selvaggio: troppo poco e diventa una giungla pericolosa, troppo e si perde la sua natura. Scopriamo il delicato equilibrio!
Cos’è la manutenzione fluviale?
• Insieme di interventi per mantenere l’efficienza idraulica dei corsi d’acqua (cioe’ la capacita’ di far transitare portate senza esondare) e non soffrire danni da esondazioni o dinamica fluviale
• Include il monitoraggio e consolidamento e riparazione di argini, la gestione della vegetazione, il mantenimento della “officiosita’” idraulica (la capacita’ di far transitare la portata di piena con i tiranti, cioe’ i livelli idrici, previsti
Approcci in Emilia-Romagna:
Manutenzione “pesante”:
• Rimozione completa di vegetazione e sedimenti
• Usata in aree ad alto rischio idraulico
Manutenzione “leggera”:
• Interventi selettivi e graduali
• Preserva l’ecosistema fluviale
Approccio “lasciar fare alla natura”:
• Minimo intervento umano
• Applicato in aree naturali protette
La rivelazione che ti sorprenderà:
Un tratto di fiume “naturale” può trattenere parecchia più acqua durante le piene rispetto a un tratto completamente “devegetato e reso uniforme”! O viceversa, uno privo di vegetazione e disuniformita’, puo’ portare significativamente di piu’. Ma dipende dove vogliamo il di piu’ e il di meno, perche’ ovviamente quello che non e’ trattenuto (o esondato) prima (a monte), ce lo troviamo dopo a valle con maggior intensita’…
Terminologia:
E’ usuale sentir parlare di “Pulizia” degli alvei, intendendo con questo l’eliminazione di vegetazione e sedimenti. Ma, riflettiamo: ci sembrerebbe sensato ambire alla “pulizia” delle spiagge con analogo significato, cioe’ di eliminare vegetazione (es qualche arbusto aromatico, essenza della Mediterraneita’) e sedimenti, cioe’…la spiaggia stessa?
E’ semplicemente assurdo: un fiume naturale, geomorfologicamente ed ecologicamente in buono stato, e’ caratterizato da disuniformita’ legate proprio ai due componenti e da continue modifiche (particolarmente in occasione delle piene). Non e’ “sporco”, semplicemente ..e’. E’ invece davvero sporco se lo riempiamo di plastica, lattine o acque reflue!
Pro della manutenzione:
Sicurezza:
• Riduce il rischio di esondazioni…in qualche punto (ma scarica picchi maggiori altrove)
• Previene l’ostruzione di ponti e altre infrastrutture
Agricoltura:
• Migliora il drenaggio dei terreni agricoli
• Previene l’erosione delle sponde
Contro della manutenzione:
Sicurezza:
– se devegetiamo alvei (pseudo) naturali perdiamo l’effetto ammortizzatore dato dall’esondazione diffusa, non drammatica in zone dove i danni possono essere ordini di grandezza inferiori che in zone piu’ urbanizzate
– sponde e argini in terra completamente denudati sono molto esposti all’erosione
– rimozione dei sedimenti (dragaggio) puo’ comportare molti problemi: incisione dell’alveo con concentrazione delle portate e maggiori picchi a valle; instabilita’ di infrastrutture a valle (crollo di ponti), erosione di proprieta’, perdita di spiagge; abbassamento della falda con riduzione della disponibiita’ idrica, modifica della vegetazione e conseguente riscaldamento delle condizioni ambientali
Biodiversità:
• La rimozione di vegetazione distrugge habitat, biodiversita’, funzionamento ecologico e servizi ecosistemici tra i quali la varieta’ e bellezza del paesaggio
• Può alterare la vita di pesci e anfibi ed altri animali
Costi:
• La manutenzione “pesante” costa 3-5 volte più di quella “leggera”
• Richiede interventi frequenti (ogni 1-3 anni)
Approcci innovativi o alternativi:
Gestione selettiva della vegetazione:
• Mantenimento di copertura vegetale compatibile di sponde e fascia riparia e in golena e pianura alluvionale (oltre che in montagna e pure in citta’)
• coertura viva erbacea per proteggere gli argini attraverso l’apparato radicale
–> Riduce i costi di manutenzione
–> Puo’ aiutare a mantenere un po’ di funzioni ecologiche (poche, per la verita’, essendo comunque un’opera artificiale)
Monitoraggio smart:
• Droni e sensori per identificare aree critiche
• Permette interventi mirati e meno invasivi
Monitoraggio social:
• Profondi conoscitori dei luoghi, possono svolgere un monitoraggio accurato, aggiornatissimo e dettagliato
“Eco-pastorizia”:
• Uso di capre e pecore per controllare la vegetazione
• Sperimentato con successo lungo il Panaro
Fatti sorprendenti:
• Il 60% dei fiumi regionali richiede manutenzione annuale
• (sorprendente? non direi) Molti pesci, come il barbo, preferiscono o richiedono tratti di fiume non mantenuti e molti altri soffrono dell’interruzione della continuita’ longitudinale (cioe’ gli sbarramenti)
Perché è importante trovare un equilibrio?
• Cruciale e’ valorizzare il ruolo della natura per ridurre il rischio , oltre che per conservazione la natura stessa
• Essenziale per adattarsi ai cambiamenti climatici
Lo sapevi?
L’Emilia-Romagna ha valutato lo stato geomorfologico dei corsi d’acqua con l’indice IQM (metodologia IDRAIM di ISPRA)! Ma…un rilevamento di questo tipo in gran parte manuale diventa presto obsoleto : occorre impiantare un metodo di monitoraggio con aggiornamento permanente
