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Le casse di espansione e gli argini non sono affatto l’unica arma contro le alluvioni. Scopriamo le altre opere idrauliche che possono proteggere il nostro territorio!
Vediamo come stanno le cose in Emilia-Romagna intanto:
Argini:
• 3.900 km di “mura d’acqua”
• a protezione del 70% delle aree urbane in pianura
Briglie:
• 1.200 strutture sui torrenti appenninici, molte obsolete (in cattivo stato e/o senza piu’ scopo)
• il loro scopo e’ ridurre la pendenza del fondo per rallentare la capacita’ di trasporto della corrente e quindi l’azione erosiva; ridurre la pendenza implica trattenere i sedimenti, almeno fino a loro riempimento, dopodiche’ teoricamente diventano “trasparenti” (cioe’ lasciano passare quel che arriva, senza piu’ ostacolo al trasporto solido)
Scolmatori:
• 15 grandi canali artificiali
• Deviano l’eccesso d’acqua dai fiumi principali e la scaricano…altrove
Vasche di laminazione:
• 50 bacini artificiali in aree urbane
• Contengono le “bombe d’acqua” pluviali
La rivelazione che ti sorprenderà:
Gli argini dei fiumi emiliano-romagnoli, messi in fila, potrebbero circondare l’intera Italia… due volte!
Funzioni e benefici attesi:
Protezione urbana:
• Gli argini del Po hanno in carico la protezione di 1 milione di persone
• Le briglie si oppongono alla naturale erosione delle zone montane dell’Appennino nella Regione
Agricoltura:
• Gli scolmatori salvaguardano 500.000 ettari di terreni agricoli
• Le vasche di laminazione prevengono allagamenti in 30 città
Patrimonio culturale:
• Protezione di 200 siti UNESCO in aree a rischio
• Salvaguardia di centri storici come Ferrara e Ravenna
Difetti:
– assicurare il buono stato delle arginature attraverso il monitoraggio e la manutenzione e’ di per se’ un’opera ciclopica. Si consideri che una infrastruttura come questa, per assolvere compiutamente la propria missione, deve avere una quota del ciglio (la sommita’) uniforme, senza nessun abbassamento o interruzione; deve essere omogenea costruttivamente perche’ una qualsiasi diversita’ di materiali (tipicamente esistente perche’ non e’ possibile costruirli di botto completi) o presenza di elementi estranei (es. un vecchio manufatto abbandonato e incorporato nell’argine stesso; radici di un albero) o di tane di animali fossori o di discrepanza dovuta magari a un piccolo movimento sismico, sono buone ragioni per creare punti deboli di potenziale cedimento.
– le briglie non fanno altro che opporsi alla naturale dinamica geomorfologica descritta dalle meravigliose parole di Leonardo da Vinci: “l’acqua disfa li monti e riempie le valli e vorrebbe la Terra in perfetta sfericita’, s’ella potesse”, oltre che essere in opposizioe alla Legge 2024 sul restauro della Natura dell’Unione Europea che richiede il ripristino della continuita’ fluviale (e quindi del trasporto solido e della mobilita’)
– sulle casse di espansione ci siamo già espressi nel post di sabato
– queste opere aumentano il rischio residuo perche’ esiste sempre una probabilita’ (irrisoria o significativa) di malfunzionamento o, peggio, cedimento, come abbiamo visto per esempio a Faenza e Traversara (si veda il discorso sul “mettere in sicurezza”)
– le vasche di laminazione urbane sono costruite, come tutte le opere, in relazione a un certo evento di riferimento; per eventi superiori, o articolati, diventano insufficienti. Comunque intendono proteggere dalle “piene pluviali”, cioe’ eventi di precipitazione intensa sul bacino urbano; non dalle piene fluviali che coinvolgono ben altri volumi idrici per i quali quelle vasche sono irrilevanti.
Non va dimenticato, che qualsiasi opera comporta costi di gestione, manutenzione e rifacimento periodico… eterni e consistenti che se non assolti non fanno altro che incrementare il rischio residuo.
Innovazioni ed altro:
Argini “intelligenti”:
• Sensori IoT (“Internet of Things” , cioe’ internet diffuso sugli oggetti) per monitoraggio in tempo reale
• 500 km di argini già “smartizzati”
Ingegneria naturalistica:
• Uso di piante vive per rinforzare le sponde
• Riduce i costi di manutenzione del 30%
Sbarramenti gonfiabili:
• Si gonfiano automaticamente durante le piene
• Sperimentate con successo sul Secchia
Sfide future:
• Adattamento ai cambiamenti climatici
• Integrazione con ecosistemi naturali
• Manutenzione di strutture sempre più vecchie
Lo sapevi?
L’Emilia-Romagna sta sperimentando “argini multifunzionali” che fungono anche da piste ciclabili e corridoi ecologici!
